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- .. include:: ../disclaimer-ita.rst
- .. note:: Per leggere la documentazione originale in inglese:
- :ref:`Documentation/kernel-hacking/hacking.rst <kernel_hacking_hack>`
- :Original: :ref:`Documentation/kernel-hacking/hacking.rst <kernel_hacking_hack>`
- :Translator: Federico Vaga <federico.vaga@vaga.pv.it>
- .. _it_kernel_hacking_hack:
- =================================================
- L'inaffidabile guida all'hacking del kernel Linux
- =================================================
- :Author: Rusty Russell
- Introduzione
- ============
- Benvenuto, gentile lettore, alla notevole ed inaffidabile guida all'hacking
- del kernel Linux ad opera di Rusty. Questo documento descrive le procedure
- più usate ed i concetti necessari per scrivere codice per il kernel: lo scopo
- è di fornire ai programmatori C più esperti un manuale di base per sviluppo.
- Eviterò dettagli implementativi: per questo abbiamo il codice,
- ed ignorerò intere parti di alcune procedure.
- Prima di leggere questa guida, sappiate che non ho mai voluto scriverla,
- essendo esageratamente sotto qualificato, ma ho sempre voluto leggere
- qualcosa di simile, e quindi questa era l'unica via. Spero che possa
- crescere e diventare un compendio di buone pratiche, punti di partenza
- e generiche informazioni.
- Gli attori
- ==========
- In qualsiasi momento ognuna delle CPU di un sistema può essere:
- - non associata ad alcun processo, servendo un'interruzione hardware;
- - non associata ad alcun processo, servendo un softirq o tasklet;
- - in esecuzione nello spazio kernel, associata ad un processo
- (contesto utente);
- - in esecuzione di un processo nello spazio utente;
- Esiste un ordine fra questi casi. Gli ultimi due possono avvicendarsi (preempt)
- l'un l'altro, ma a parte questo esiste una gerarchia rigida: ognuno di questi
- può avvicendarsi solo ad uno di quelli sottostanti. Per esempio, mentre un
- softirq è in esecuzione su d'una CPU, nessun altro softirq può avvicendarsi
- nell'esecuzione, ma un'interruzione hardware può. Ciò nonostante, le altre CPU
- del sistema operano indipendentemente.
- Più avanti vedremo alcuni modi in cui dal contesto utente è possibile bloccare
- le interruzioni, così da impedirne davvero il diritto di prelazione.
- Contesto utente
- ---------------
- Ci si trova nel contesto utente quando si arriva da una chiamata di sistema
- od altre eccezioni: come nello spazio utente, altre procedure più importanti,
- o le interruzioni, possono far valere il proprio diritto di prelazione sul
- vostro processo. Potete sospendere l'esecuzione chiamando :c:func:`schedule()`.
- .. note::
- Si è sempre in contesto utente quando un modulo viene caricato o rimosso,
- e durante le operazioni nello strato dei dispositivi a blocchi
- (*block layer*).
- Nel contesto utente, il puntatore ``current`` (il quale indica il processo al
- momento in esecuzione) è valido, e :c:func:`in_interrupt()`
- (``include/linux/preempt.h``) è falsa.
- .. warning::
- Attenzione che se avete la prelazione o i softirq disabilitati (vedere
- di seguito), :c:func:`in_interrupt()` ritornerà un falso positivo.
- Interruzioni hardware (Hard IRQs)
- ---------------------------------
- Temporizzatori, schede di rete e tastiere sono esempi di vero hardware
- che possono produrre interruzioni in un qualsiasi momento. Il kernel esegue
- i gestori d'interruzione che prestano un servizio all'hardware. Il kernel
- garantisce che questi gestori non vengano mai interrotti: se una stessa
- interruzione arriva, questa verrà accodata (o scartata).
- Dato che durante la loro esecuzione le interruzioni vengono disabilitate,
- i gestori d'interruzioni devono essere veloci: spesso si limitano
- esclusivamente a notificare la presa in carico dell'interruzione,
- programmare una 'interruzione software' per l'esecuzione e quindi terminare.
- Potete dire d'essere in una interruzione hardware perché :c:func:`in_irq()`
- ritorna vero.
- .. warning::
- Attenzione, questa ritornerà un falso positivo se le interruzioni
- sono disabilitate (vedere di seguito).
- Contesto d'interruzione software: softirq e tasklet
- ---------------------------------------------------
- Quando una chiamata di sistema sta per tornare allo spazio utente,
- oppure un gestore d'interruzioni termina, qualsiasi 'interruzione software'
- marcata come pendente (solitamente da un'interruzione hardware) viene
- eseguita (``kernel/softirq.c``).
- La maggior parte del lavoro utile alla gestione di un'interruzione avviene qui.
- All'inizio della transizione ai sistemi multiprocessore, c'erano solo i
- cosiddetti 'bottom half' (BH), i quali non traevano alcun vantaggio da questi
- sistemi. Non appena abbandonammo i computer raffazzonati con fiammiferi e
- cicche, abbandonammo anche questa limitazione e migrammo alle interruzioni
- software 'softirqs'.
- Il file ``include/linux/interrupt.h`` elenca i differenti tipi di 'softirq'.
- Un tipo di softirq molto importante è il timer (``include/linux/timer.h``):
- potete programmarlo per far si che esegua funzioni dopo un determinato
- periodo di tempo.
- Dato che i softirq possono essere eseguiti simultaneamente su più di un
- processore, spesso diventa estenuante l'averci a che fare. Per questa ragione,
- i tasklet (``include/linux/interrupt.h``) vengo usati più di frequente:
- possono essere registrati dinamicamente (il che significa che potete averne
- quanti ne volete), e garantiscono che un qualsiasi tasklet verrà eseguito
- solo su un processore alla volta, sebbene diversi tasklet possono essere
- eseguiti simultaneamente.
- .. warning::
- Il nome 'tasklet' è ingannevole: non hanno niente a che fare
- con i 'processi' ('tasks'), e probabilmente hanno più a che vedere
- con qualche pessima vodka che Alexey Kuznetsov si fece a quel tempo.
- Potete determinate se siete in un softirq (o tasklet) utilizzando la
- macro :c:func:`in_softirq()` (``include/linux/preempt.h``).
- .. warning::
- State attenti che questa macro ritornerà un falso positivo
- se :ref:`botton half lock <it_local_bh_disable>` è bloccato.
- Alcune regole basilari
- ======================
- Nessuna protezione della memoria
- Se corrompete la memoria, che sia in contesto utente o d'interruzione,
- la macchina si pianterà. Siete sicuri che quello che volete fare
- non possa essere fatto nello spazio utente?
- Nessun numero in virgola mobile o MMX
- Il contesto della FPU non è salvato; anche se siete in contesto utente
- lo stato dell'FPU probabilmente non corrisponde a quello del processo
- corrente: vi incasinerete con lo stato di qualche altro processo. Se
- volete davvero usare la virgola mobile, allora dovrete salvare e recuperare
- lo stato dell'FPU (ed evitare cambi di contesto). Generalmente è una
- cattiva idea; usate l'aritmetica a virgola fissa.
- Un limite rigido dello stack
- A seconda della configurazione del kernel lo stack è fra 3K e 6K per la
- maggior parte delle architetture a 32-bit; è di 14K per la maggior
- parte di quelle a 64-bit; e spesso è condiviso con le interruzioni,
- per cui non si può usare.
- Evitare profonde ricorsioni ad enormi array locali nello stack
- (allocateli dinamicamente).
- Il kernel Linux è portabile
- Quindi mantenetelo tale. Il vostro codice dovrebbe essere a 64-bit ed
- indipendente dall'ordine dei byte (endianess) di un processore. Inoltre,
- dovreste minimizzare il codice specifico per un processore; per esempio
- il codice assembly dovrebbe essere incapsulato in modo pulito e minimizzato
- per facilitarne la migrazione. Generalmente questo codice dovrebbe essere
- limitato alla parte di kernel specifica per un'architettura.
- ioctl: non scrivere nuove chiamate di sistema
- =============================================
- Una chiamata di sistema, generalmente, è scritta così::
- asmlinkage long sys_mycall(int arg)
- {
- return 0;
- }
- Primo, nella maggior parte dei casi non volete creare nuove chiamate di
- sistema.
- Create un dispositivo a caratteri ed implementate l'appropriata chiamata ioctl.
- Questo meccanismo è molto più flessibile delle chiamate di sistema: esso non
- dev'essere dichiarato in tutte le architetture nei file
- ``include/asm/unistd.h`` e ``arch/kernel/entry.S``; inoltre, è improbabile
- che questo venga accettato da Linus.
- Se tutto quello che il vostro codice fa è leggere o scrivere alcuni parametri,
- considerate l'implementazione di un'interfaccia :c:func:`sysfs()`.
- All'interno di una ioctl vi trovate nel contesto utente di un processo. Quando
- avviene un errore dovete ritornare un valore negativo di errno (consultate
- ``include/uapi/asm-generic/errno-base.h``,
- ``include/uapi/asm-generic/errno.h`` e ``include/linux/errno.h``), altrimenti
- ritornate 0.
- Dopo aver dormito dovreste verificare se ci sono stati dei segnali: il modo
- Unix/Linux di gestire un segnale è di uscire temporaneamente dalla chiamata
- di sistema con l'errore ``-ERESTARTSYS``. La chiamata di sistema ritornerà
- al contesto utente, eseguirà il gestore del segnale e poi la vostra chiamata
- di sistema riprenderà (a meno che l'utente non l'abbia disabilitata). Quindi,
- dovreste essere pronti per continuare l'esecuzione, per esempio nel mezzo
- della manipolazione di una struttura dati.
- ::
- if (signal_pending(current))
- return -ERESTARTSYS;
- Se dovete eseguire dei calcoli molto lunghi: pensate allo spazio utente.
- Se **davvero** volete farlo nel kernel ricordatevi di verificare periodicamente
- se dovete *lasciare* il processore (ricordatevi che, per ogni processore, c'è
- un sistema multi-processo senza diritto di prelazione).
- Esempio::
- cond_resched(); /* Will sleep */
- Una breve nota sulla progettazione delle interfacce: il motto dei sistemi
- UNIX è "fornite meccanismi e non politiche"
- La ricetta per uno stallo
- =========================
- Non è permesso invocare una procedura che potrebbe dormire, fanno eccezione
- i seguenti casi:
- - Siete in un contesto utente.
- - Non trattenete alcun spinlock.
- - Avete abilitato le interruzioni (in realtà, Andy Kleen dice che
- lo schedulatore le abiliterà per voi, ma probabilmente questo non è quello
- che volete).
- Da tener presente che alcune funzioni potrebbero dormire implicitamente:
- le più comuni sono quelle per l'accesso allo spazio utente (\*_user) e
- quelle per l'allocazione della memoria senza l'opzione ``GFP_ATOMIC``
- Dovreste sempre compilare il kernel con l'opzione ``CONFIG_DEBUG_ATOMIC_SLEEP``
- attiva, questa vi avviserà se infrangete una di queste regole.
- Se **infrangete** le regole, allora potreste bloccare il vostro scatolotto.
- Veramente.
- Alcune delle procedure più comuni
- =================================
- :c:func:`printk()`
- ------------------
- Definita in ``include/linux/printk.h``
- :c:func:`printk()` fornisce messaggi alla console, dmesg, e al demone syslog.
- Essa è utile per il debugging o per la notifica di errori; può essere
- utilizzata anche all'interno del contesto d'interruzione, ma usatela con
- cautela: una macchina che ha la propria console inondata da messaggi diventa
- inutilizzabile. La funzione utilizza un formato stringa quasi compatibile con
- la printf ANSI C, e la concatenazione di una stringa C come primo argomento
- per indicare la "priorità"::
- printk(KERN_INFO "i = %u\n", i);
- Consultate ``include/linux/kern_levels.h`` per gli altri valori ``KERN_``;
- questi sono interpretati da syslog come livelli. Un caso speciale:
- per stampare un indirizzo IP usate::
- __be32 ipaddress;
- printk(KERN_INFO "my ip: %pI4\n", &ipaddress);
- :c:func:`printk()` utilizza un buffer interno di 1K e non s'accorge di
- eventuali sforamenti. Accertatevi che vi basti.
- .. note::
- Saprete di essere un vero hacker del kernel quando inizierete a digitare
- nei vostri programmi utenti le printf come se fossero printk :)
- .. note::
- Un'altra nota a parte: la versione originale di Unix 6 aveva un commento
- sopra alla funzione printf: "Printf non dovrebbe essere usata per il
- chiacchiericcio". Dovreste seguire questo consiglio.
- :c:func:`copy_to_user()` / :c:func:`copy_from_user()` / :c:func:`get_user()` / :c:func:`put_user()`
- ---------------------------------------------------------------------------------------------------
- Definite in ``include/linux/uaccess.h`` / ``asm/uaccess.h``
- **[DORMONO]**
- :c:func:`put_user()` e :c:func:`get_user()` sono usate per ricevere ed
- impostare singoli valori (come int, char, o long) da e verso lo spazio utente.
- Un puntatore nello spazio utente non dovrebbe mai essere dereferenziato: i dati
- dovrebbero essere copiati usando suddette procedure. Entrambe ritornano
- ``-EFAULT`` oppure 0.
- :c:func:`copy_to_user()` e :c:func:`copy_from_user()` sono più generiche:
- esse copiano una quantità arbitraria di dati da e verso lo spazio utente.
- .. warning::
- Al contrario di:c:func:`put_user()` e :c:func:`get_user()`, queste
- funzioni ritornano la quantità di dati copiati (0 è comunque un successo).
- [Sì, questa stupida interfaccia mi imbarazza. La battaglia torna in auge anno
- dopo anno. --RR]
- Le funzioni potrebbero dormire implicitamente. Queste non dovrebbero mai essere
- invocate fuori dal contesto utente (non ha senso), con le interruzioni
- disabilitate, o con uno spinlock trattenuto.
- :c:func:`kmalloc()`/:c:func:`kfree()`
- -------------------------------------
- Definite in ``include/linux/slab.h``
- **[POTREBBERO DORMIRE: LEGGI SOTTO]**
- Queste procedure sono utilizzate per la richiesta dinamica di un puntatore ad
- un pezzo di memoria allineato, esattamente come malloc e free nello spazio
- utente, ma :c:func:`kmalloc()` ha un argomento aggiuntivo per indicare alcune
- opzioni. Le opzioni più importanti sono:
- ``GFP_KERNEL``
- Potrebbe dormire per librarare della memoria. L'opzione fornisce il modo
- più affidabile per allocare memoria, ma il suo uso è strettamente limitato
- allo spazio utente.
- ``GFP_ATOMIC``
- Non dorme. Meno affidabile di ``GFP_KERNEL``, ma può essere usata in un
- contesto d'interruzione. Dovreste avere **davvero** una buona strategia
- per la gestione degli errori in caso di mancanza di memoria.
- ``GFP_DMA``
- Alloca memoria per il DMA sul bus ISA nello spazio d'indirizzamento
- inferiore ai 16MB. Se non sapete cos'è allora non vi serve.
- Molto inaffidabile.
- Se vedete un messaggio d'avviso per una funzione dormiente che viene chiamata
- da un contesto errato, allora probabilmente avete usato una funzione
- d'allocazione dormiente da un contesto d'interruzione senza ``GFP_ATOMIC``.
- Dovreste correggerlo. Sbrigatevi, non cincischiate.
- Se allocate almeno ``PAGE_SIZE``(``asm/page.h`` o ``asm/page_types.h``) byte,
- considerate l'uso di :c:func:`__get_free_pages()` (``include/linux/gfp.h``).
- Accetta un argomento che definisce l'ordine (0 per per la dimensione di una
- pagine, 1 per una doppia pagina, 2 per quattro pagine, eccetra) e le stesse
- opzioni d'allocazione viste precedentemente.
- Se state allocando un numero di byte notevolemnte superiore ad una pagina
- potete usare :c:func:`vmalloc()`. Essa allocherà memoria virtuale all'interno
- dello spazio kernel. Questo è un blocco di memoria fisica non contiguo, ma
- la MMU vi darà l'impressione che lo sia (quindi, sarà contiguo solo dal punto
- di vista dei processori, non dal punto di vista dei driver dei dispositivi
- esterni).
- Se per qualche strana ragione avete davvero bisogno di una grossa quantità di
- memoria fisica contigua, avete un problema: Linux non ha un buon supporto per
- questo caso d'uso perché, dopo un po' di tempo, la frammentazione della memoria
- rende l'operazione difficile. Il modo migliore per allocare un simile blocco
- all'inizio dell'avvio del sistema è attraverso la procedura
- :c:func:`alloc_bootmem()`.
- Prima di inventare la vostra cache per gli oggetti più usati, considerate
- l'uso di una cache slab disponibile in ``include/linux/slab.h``.
- :c:func:`current()`
- -------------------
- Definita in ``include/asm/current.h``
- Questa variabile globale (in realtà una macro) contiene un puntatore alla
- struttura del processo corrente, quindi è valido solo dal contesto utente.
- Per esempio, quando un processo esegue una chiamata di sistema, questo
- punterà alla struttura dati del processo chiamate.
- Nel contesto d'interruzione in suo valore **non è NULL**.
- :c:func:`mdelay()`/:c:func:`udelay()`
- -------------------------------------
- Definite in ``include/asm/delay.h`` / ``include/linux/delay.h``
- Le funzioni :c:func:`udelay()` e :c:func:`ndelay()` possono essere utilizzate
- per brevi pause. Non usate grandi valori perché rischiate d'avere un
- overflow - in questo contesto la funzione :c:func:`mdelay()` è utile,
- oppure considerate :c:func:`msleep()`.
- :c:func:`cpu_to_be32()`/:c:func:`be32_to_cpu()`/:c:func:`cpu_to_le32()`/:c:func:`le32_to_cpu()`
- -----------------------------------------------------------------------------------------------
- Definite in ``include/asm/byteorder.h``
- La famiglia di funzioni :c:func:`cpu_to_be32()` (dove "32" può essere
- sostituito da 64 o 16, e "be" con "le") forniscono un modo generico
- per fare conversioni sull'ordine dei byte (endianess): esse ritornano
- il valore convertito. Tutte le varianti supportano anche il processo inverso:
- :c:func:`be32_to_cpu()`, eccetera.
- Queste funzioni hanno principalmente due varianti: la variante per
- puntatori, come :c:func:`cpu_to_be32p(), che prende un puntatore
- ad un tipo, e ritorna il valore convertito. L'altra variante per
- la famiglia di conversioni "in-situ", come :c:func:`cpu_to_be32s()`,
- che convertono il valore puntato da un puntatore, e ritornano void.
- :c:func:`local_irq_save()`/:c:func:`local_irq_restore()`
- --------------------------------------------------------
- Definite in ``include/linux/irqflags.h``
- Queste funzioni abilitano e disabilitano le interruzioni hardware
- sul processore locale. Entrambe sono rientranti; esse salvano lo stato
- precedente nel proprio argomento ``unsigned long flags``. Se sapete
- che le interruzioni sono abilite, potete semplicemente utilizzare
- :c:func:`local_irq_disable()` e :c:func:`local_irq_enable()`.
- .. _it_local_bh_disable:
- :c:func:`local_bh_disable()`/:c:func:`local_bh_enable()`
- --------------------------------------------------------
- Definite in ``include/linux/bottom_half.h``
- Queste funzioni abilitano e disabilitano le interruzioni software
- sul processore locale. Entrambe sono rientranti; se le interruzioni
- software erano già state disabilitate in precedenza, rimarranno
- disabilitate anche dopo aver invocato questa coppia di funzioni.
- Lo scopo è di prevenire l'esecuzione di softirq e tasklet sul processore
- attuale.
- :c:func:`smp_processor_id()`
- ----------------------------
- Definita in ``include/linux/smp.h``
- :c:func:`get_cpu()` nega il diritto di prelazione (quindi non potete essere
- spostati su un altro processore all'improvviso) e ritorna il numero
- del processore attuale, fra 0 e ``NR_CPUS``. Da notare che non è detto
- che la numerazione dei processori sia continua. Quando avete terminato,
- ritornate allo stato precedente con :c:func:`put_cpu()`.
- Se sapete che non dovete essere interrotti da altri processi (per esempio,
- se siete in un contesto d'interruzione, o il diritto di prelazione
- è disabilitato) potete utilizzare smp_processor_id().
- ``__init``/``__exit``/``__initdata``
- ------------------------------------
- Definite in ``include/linux/init.h``
- Dopo l'avvio, il kernel libera una sezione speciale; le funzioni marcate
- con ``__init`` e le strutture dati marcate con ``__initdata`` vengono
- eliminate dopo il completamento dell'avvio: in modo simile i moduli eliminano
- questa memoria dopo l'inizializzazione. ``__exit`` viene utilizzato per
- dichiarare che una funzione verrà utilizzata solo in fase di rimozione:
- la detta funzione verrà eliminata quando il file che la contiene non è
- compilato come modulo. Guardate l'header file per informazioni. Da notare che
- non ha senso avere una funzione marcata come ``__init`` e al tempo stesso
- esportata ai moduli utilizzando :c:func:`EXPORT_SYMBOL()` o
- :c:func:`EXPORT_SYMBOL_GPL()` - non funzionerà.
- :c:func:`__initcall()`/:c:func:`module_init()`
- ----------------------------------------------
- Definite in ``include/linux/init.h`` / ``include/linux/module.h``
- Molte parti del kernel funzionano bene come moduli (componenti del kernel
- caricabili dinamicamente). L'utilizzo delle macro :c:func:`module_init()`
- e :c:func:`module_exit()` semplifica la scrittura di codice che può funzionare
- sia come modulo, sia come parte del kernel, senza l'ausilio di #ifdef.
- La macro :c:func:`module_init()` definisce quale funzione dev'essere
- chiamata quando il modulo viene inserito (se il file è stato compilato come
- tale), o in fase di avvio : se il file non è stato compilato come modulo la
- macro :c:func:`module_init()` diventa equivalente a :c:func:`__initcall()`,
- la quale, tramite qualche magia del linker, s'assicura che la funzione venga
- chiamata durante l'avvio.
- La funzione può ritornare un numero d'errore negativo per scatenare un
- fallimento del caricamento (sfortunatamente, questo non ha effetto se il
- modulo è compilato come parte integrante del kernel). Questa funzione è chiamata
- in contesto utente con le interruzioni abilitate, quindi potrebbe dormire.
- :c:func:`module_exit()`
- -----------------------
- Definita in ``include/linux/module.h``
- Questa macro definisce la funzione che dev'essere chiamata al momento della
- rimozione (o mai, nel caso in cui il file sia parte integrante del kernel).
- Essa verrà chiamata solo quando il contatore d'uso del modulo raggiunge lo
- zero. Questa funzione può anche dormire, ma non può fallire: tutto dev'essere
- ripulito prima che la funzione ritorni.
- Da notare che questa macro è opzionale: se non presente, il modulo non sarà
- removibile (a meno che non usiate 'rmmod -f' ).
- :c:func:`try_module_get()`/:c:func:`module_put()`
- -------------------------------------------------
- Definite in ``include/linux/module.h``
- Queste funzioni maneggiano il contatore d'uso del modulo per proteggerlo dalla
- rimozione (in aggiunta, un modulo non può essere rimosso se un altro modulo
- utilizzo uno dei sui simboli esportati: vedere di seguito). Prima di eseguire
- codice del modulo, dovreste chiamare :c:func:`try_module_get()` su quel modulo:
- se fallisce significa che il modulo è stato rimosso e dovete agire come se
- non fosse presente. Altrimenti, potete accedere al modulo in sicurezza, e
- chiamare :c:func:`module_put()` quando avete finito.
- La maggior parte delle strutture registrabili hanno un campo owner
- (proprietario), come nella struttura
- :c:type:`struct file_operations <file_operations>`.
- Impostate questo campo al valore della macro ``THIS_MODULE``.
- Code d'attesa ``include/linux/wait.h``
- ======================================
- **[DORMONO]**
- Una coda d'attesa è usata per aspettare che qualcuno vi attivi quando una
- certa condizione s'avvera. Per evitare corse critiche, devono essere usate
- con cautela. Dichiarate una :c:type:`wait_queue_head_t`, e poi i processi
- che vogliono attendere il verificarsi di quella condizione dichiareranno
- una :c:type:`wait_queue_entry_t` facendo riferimento a loro stessi, poi
- metteranno questa in coda.
- Dichiarazione
- -------------
- Potere dichiarare una ``wait_queue_head_t`` utilizzando la macro
- :c:func:`DECLARE_WAIT_QUEUE_HEAD()` oppure utilizzando la procedura
- :c:func:`init_waitqueue_head()` nel vostro codice d'inizializzazione.
- Accodamento
- -----------
- Mettersi in una coda d'attesa è piuttosto complesso, perché dovete
- mettervi in coda prima di verificare la condizione. Esiste una macro
- a questo scopo: :c:func:`wait_event_interruptible()` (``include/linux/wait.h``).
- Il primo argomento è la testa della coda d'attesa, e il secondo è
- un'espressione che dev'essere valutata; la macro ritorna 0 quando questa
- espressione è vera, altrimenti ``-ERESTARTSYS`` se è stato ricevuto un segnale.
- La versione :c:func:`wait_event()` ignora i segnali.
- Svegliare una procedura in coda
- -------------------------------
- Chiamate :c:func:`wake_up()` (``include/linux/wait.h``); questa attiverà tutti
- i processi in coda. Ad eccezione se uno di questi è impostato come
- ``TASK_EXCLUSIVE``, in questo caso i rimanenti non verranno svegliati.
- Nello stesso header file esistono altre varianti di questa funzione.
- Operazioni atomiche
- ===================
- Certe operazioni sono garantite come atomiche su tutte le piattaforme.
- Il primo gruppo di operazioni utilizza :c:type:`atomic_t`
- (``include/asm/atomic.h``); questo contiene un intero con segno (minimo 32bit),
- e dovete utilizzare queste funzione per modificare o leggere variabili di tipo
- :c:type:`atomic_t`. :c:func:`atomic_read()` e :c:func:`atomic_set()` leggono ed
- impostano il contatore, :c:func:`atomic_add()`, :c:func:`atomic_sub()`,
- :c:func:`atomic_inc()`, :c:func:`atomic_dec()`, e
- :c:func:`atomic_dec_and_test()` (ritorna vero se raggiunge zero dopo essere
- stata decrementata).
- Sì. Ritorna vero (ovvero != 0) se la variabile atomica è zero.
- Da notare che queste funzioni sono più lente rispetto alla normale aritmetica,
- e quindi non dovrebbero essere usate a sproposito.
- Il secondo gruppo di operazioni atomiche sono definite in
- ``include/linux/bitops.h`` ed agiscono sui bit d'una variabile di tipo
- ``unsigned long``. Queste operazioni prendono come argomento un puntatore
- alla variabile, e un numero di bit dove 0 è quello meno significativo.
- :c:func:`set_bit()`, :c:func:`clear_bit()` e :c:func:`change_bit()`
- impostano, cancellano, ed invertono il bit indicato.
- :c:func:`test_and_set_bit()`, :c:func:`test_and_clear_bit()` e
- :c:func:`test_and_change_bit()` fanno la stessa cosa, ad eccezione che
- ritornano vero se il bit era impostato; queste sono particolarmente
- utili quando si vuole impostare atomicamente dei flag.
- Con queste operazioni è possibile utilizzare indici di bit che eccedono
- il valore ``BITS_PER_LONG``. Il comportamento è strano sulle piattaforme
- big-endian quindi è meglio evitarlo.
- Simboli
- =======
- All'interno del kernel, si seguono le normali regole del linker (ovvero,
- a meno che un simbolo non venga dichiarato con visibilita limitata ad un
- file con la parola chiave ``static``, esso può essere utilizzato in qualsiasi
- parte del kernel). Nonostante ciò, per i moduli, esiste una tabella dei
- simboli esportati che limita i punti di accesso al kernel. Anche i moduli
- possono esportare simboli.
- :c:func:`EXPORT_SYMBOL()`
- -------------------------
- Definita in ``include/linux/export.h``
- Questo è il classico metodo per esportare un simbolo: i moduli caricati
- dinamicamente potranno utilizzare normalmente il simbolo.
- :c:func:`EXPORT_SYMBOL_GPL()`
- -----------------------------
- Definita in ``include/linux/export.h``
- Essa è simile a :c:func:`EXPORT_SYMBOL()` ad eccezione del fatto che i
- simboli esportati con :c:func:`EXPORT_SYMBOL_GPL()` possono essere
- utilizzati solo dai moduli che hanno dichiarato una licenza compatibile
- con la GPL attraverso :c:func:`MODULE_LICENSE()`. Questo implica che la
- funzione esportata è considerata interna, e non una vera e propria interfaccia.
- Alcuni manutentori e sviluppatori potrebbero comunque richiedere
- :c:func:`EXPORT_SYMBOL_GPL()` quando si aggiungono nuove funzionalità o
- interfacce.
- Procedure e convenzioni
- =======================
- Liste doppiamente concatenate ``include/linux/list.h``
- ------------------------------------------------------
- Un tempo negli header del kernel c'erano tre gruppi di funzioni per
- le liste concatenate, ma questa è stata la vincente. Se non avete particolari
- necessità per una semplice lista concatenata, allora questa è una buona scelta.
- In particolare, :c:func:`list_for_each_entry()` è utile.
- Convenzione dei valori di ritorno
- ---------------------------------
- Per codice chiamato in contesto utente, è molto comune sfidare le convenzioni
- C e ritornare 0 in caso di successo, ed un codice di errore negativo
- (eg. ``-EFAULT``) nei casi fallimentari. Questo potrebbe essere controintuitivo
- a prima vista, ma è abbastanza diffuso nel kernel.
- Utilizzate :c:func:`ERR_PTR()` (``include/linux/err.h``) per codificare
- un numero d'errore negativo in un puntatore, e :c:func:`IS_ERR()` e
- :c:func:`PTR_ERR()` per recuperarlo di nuovo: così si evita d'avere un
- puntatore dedicato per il numero d'errore. Da brividi, ma in senso positivo.
- Rompere la compilazione
- -----------------------
- Linus e gli altri sviluppatori a volte cambiano i nomi delle funzioni e
- delle strutture nei kernel in sviluppo; questo non è solo per tenere
- tutti sulle spine: questo riflette cambiamenti fondamentati (eg. la funzione
- non può più essere chiamata con le funzioni attive, o fa controlli aggiuntivi,
- o non fa più controlli che venivano fatti in precedenza). Solitamente a questo
- s'accompagna un'adeguata e completa nota sulla lista di discussone
- linux-kernel; cercate negli archivi.
- Solitamente eseguire una semplice sostituzione su tutto un file rendere
- le cose **peggiori**.
- Inizializzazione dei campi d'una struttura
- ------------------------------------------
- Il metodo preferito per l'inizializzazione delle strutture è quello
- di utilizzare gli inizializzatori designati, come definiti nello
- standard ISO C99, eg::
- static struct block_device_operations opt_fops = {
- .open = opt_open,
- .release = opt_release,
- .ioctl = opt_ioctl,
- .check_media_change = opt_media_change,
- };
- Questo rende più facile la ricerca con grep, e rende più chiaro quale campo
- viene impostato. Dovreste fare così perché si mostra meglio.
- Estensioni GNU
- --------------
- Le estensioni GNU sono esplicitamente permesse nel kernel Linux. Da notare
- che alcune delle più complesse non sono ben supportate, per via dello scarso
- sviluppo, ma le seguenti sono da considerarsi la norma (per maggiori dettagli,
- leggete la sezione "C Extensions" nella pagina info di GCC - Sì, davvero
- la pagina info, la pagina man è solo un breve riassunto delle cose nella
- pagina info).
- - Funzioni inline
- - Istruzioni in espressioni (ie. il costrutto ({ and }) ).
- - Dichiarate attributi di una funzione / variabile / tipo
- (__attribute__)
- - typeof
- - Array con lunghezza zero
- - Macro varargs
- - Aritmentica sui puntatori void
- - Inizializzatori non costanti
- - Istruzioni assembler (non al di fuori di 'arch/' e 'include/asm/')
- - Nomi delle funzioni come stringhe (__func__).
- - __builtin_constant_p()
- Siate sospettosi quando utilizzate long long nel kernel, il codice generato
- da gcc è orribile ed anche peggio: le divisioni e le moltiplicazioni non
- funzionano sulle piattaforme i386 perché le rispettive funzioni di runtime
- di GCC non sono incluse nell'ambiente del kernel.
- C++
- ---
- Solitamente utilizzare il C++ nel kernel è una cattiva idea perché
- il kernel non fornisce il necessario ambiente di runtime e gli header file
- non sono stati verificati. Rimane comunque possibile, ma non consigliato.
- Se davvero volete usarlo, almeno evitate le eccezioni.
- NUMif
- -----
- Viene generalmente considerato più pulito l'uso delle macro negli header file
- (o all'inizio dei file .c) per astrarre funzioni piuttosto che utlizzare
- l'istruzione di pre-processore \`#if' all'interno del codice sorgente.
- Mettere le vostre cose nel kernel
- =================================
- Al fine d'avere le vostre cose in ordine per l'inclusione ufficiale, o
- anche per avere patch pulite, c'è del lavoro amministrativo da fare:
- - Trovare di chi è lo stagno in cui state pisciando. Guardare in cima
- ai file sorgenti, all'interno del file ``MAINTAINERS``, ed alla fine
- di tutti nel file ``CREDITS``. Dovreste coordinarvi con queste persone
- per evitare di duplicare gli sforzi, o provare qualcosa che è già stato
- rigettato.
- Assicuratevi di mettere il vostro nome ed indirizzo email in cima a
- tutti i file che create o che mangeggiate significativamente. Questo è
- il primo posto dove le persone guarderanno quando troveranno un baco,
- o quando **loro** vorranno fare una modifica.
- - Solitamente vorrete un'opzione di configurazione per la vostra modifica
- al kernel. Modificate ``Kconfig`` nella cartella giusta. Il linguaggio
- Config è facile con copia ed incolla, e c'è una completa documentazione
- nel file ``Documentation/kbuild/kconfig-language.txt``.
- Nella descrizione della vostra opzione, assicuratevi di parlare sia agli
- utenti esperti sia agli utente che non sanno nulla del vostro lavoro.
- Menzionate qui le incompatibilità ed i problemi. Chiaramente la
- descrizione deve terminare con “if in doubt, say N” (se siete in dubbio,
- dite N) (oppure, occasionalmente, \`Y'); questo è per le persone che non
- hanno idea di che cosa voi stiate parlando.
- - Modificate il file ``Makefile``: le variabili CONFIG sono esportate qui,
- quindi potete solitamente aggiungere una riga come la seguete
- "obj-$(CONFIG_xxx) += xxx.o". La sintassi è documentata nel file
- ``Documentation/kbuild/makefiles.txt``.
- - Aggiungete voi stessi in ``CREDITS`` se avete fatto qualcosa di notevole,
- solitamente qualcosa che supera il singolo file (comunque il vostro nome
- dovrebbe essere all'inizio dei file sorgenti). ``MAINTAINERS`` significa
- che volete essere consultati quando vengono fatte delle modifiche ad un
- sottosistema, e quando ci sono dei bachi; questo implica molto di più
- di un semplice impegno su una parte del codice.
- - Infine, non dimenticatevi di leggere
- ``Documentation/process/submitting-patches.rst`` e possibilmente anche
- ``Documentation/process/submitting-drivers.rst``.
- Trucchetti del kernel
- =====================
- Dopo una rapida occhiata al codice, questi sono i preferiti. Sentitevi liberi
- di aggiungerne altri.
- ``arch/x86/include/asm/delay.h``::
- #define ndelay(n) (__builtin_constant_p(n) ? \
- ((n) > 20000 ? __bad_ndelay() : __const_udelay((n) * 5ul)) : \
- __ndelay(n))
- ``include/linux/fs.h``::
- /*
- * Kernel pointers have redundant information, so we can use a
- * scheme where we can return either an error code or a dentry
- * pointer with the same return value.
- *
- * This should be a per-architecture thing, to allow different
- * error and pointer decisions.
- */
- #define ERR_PTR(err) ((void *)((long)(err)))
- #define PTR_ERR(ptr) ((long)(ptr))
- #define IS_ERR(ptr) ((unsigned long)(ptr) > (unsigned long)(-1000))
- ``arch/x86/include/asm/uaccess_32.h:``::
- #define copy_to_user(to,from,n) \
- (__builtin_constant_p(n) ? \
- __constant_copy_to_user((to),(from),(n)) : \
- __generic_copy_to_user((to),(from),(n)))
- ``arch/sparc/kernel/head.S:``::
- /*
- * Sun people can't spell worth damn. "compatability" indeed.
- * At least we *know* we can't spell, and use a spell-checker.
- */
- /* Uh, actually Linus it is I who cannot spell. Too much murky
- * Sparc assembly will do this to ya.
- */
- C_LABEL(cputypvar):
- .asciz "compatibility"
- /* Tested on SS-5, SS-10. Probably someone at Sun applied a spell-checker. */
- .align 4
- C_LABEL(cputypvar_sun4m):
- .asciz "compatible"
- ``arch/sparc/lib/checksum.S:``::
- /* Sun, you just can't beat me, you just can't. Stop trying,
- * give up. I'm serious, I am going to kick the living shit
- * out of you, game over, lights out.
- */
- Ringraziamenti
- ==============
- Ringrazio Andi Kleen per le sue idee, le risposte alle mie domande,
- le correzioni dei miei errori, l'aggiunta di contenuti, eccetera.
- Philipp Rumpf per l'ortografia e per aver reso più chiaro il testo, e
- per alcuni eccellenti punti tutt'altro che ovvi. Werner Almesberger
- per avermi fornito un ottimo riassunto di :c:func:`disable_irq()`,
- e Jes Sorensen e Andrea Arcangeli per le precisazioni. Michael Elizabeth
- Chastain per aver verificato ed aggiunto la sezione configurazione.
- Telsa Gwynne per avermi insegnato DocBook.
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